Achille Lauro, perché si chiama così l’artista più criticato di Sanremo

L’origine dello pseudonimo del giovane cantante romano che ha stupito con le sue performance inedite sul palco dell’Ariston

È stata sicuramente una delle presenze più enigmatiche e commentate di questo Festival di Sanremo. Ma chi è in realtà Achille Lauro, perché si chiama così?  

Il rapper romano che nella prima apparizione, volendo rendere omaggio a San Francesco, ha lasciato il pubblico letteralmente a bocca aperta.

Rimanendo fedele al suo stile spesso sopra le righe, Achille Lauro nella prima serata si è esibito con una tutina semitrasparente!

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Ci son cascato di nuovo

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Ma chi è Achille Lauro, perché questa giovane realtà del panorama artistico e musicale?

Lauro De Marinis, questo il suo nome, ha 29 anni, è del segno del Cancro, ed è originario di Verona.

La sua infanzia non è stata proprio una passeggiata, e Lauro all’età di 14 anni, dopo aver rotto completamente i ponti con il padre, è cresciuto con il fratello.

A fare da sfondo all’adolescenza del giovanissimo De Marinis i quartieri e le borgate periferiche della capitale.

Ambienti violenti, spesso senza regole, nei quali il rapper naviga insieme alle sue prime esperienze con il gruppo musicale chiamato Quarto Blocco.

Sono proprio le prime uscite nel mondo della musica ad influenzare il giovane Lauro.

Per nulla a suo agio con gli stereotipi spesso machisti della musica rap, ed alla ricerca, invece, di un proprio stile e di una propria originalità.

Creatività, voglia di sperimentare, sono queste le linee guida che hanno modellato l’artista dai suoi esordi ad oggi.

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Ho sempre contaminato un genere con l’altro cercando di inventare musica non catalogabile ed impossibile da etichettare. Un anno fa ho iniziato ad immaginare la mia musica in modo diverso: volevo creare una performance artistica che suscitasse emozioni forti, intense e contrastanti, qualcosa che in pochi minuti fosse in una continua evoluzione visiva ed emotiva. Un piece teatrale lunga 4 minuti. “Me ne frego” è un inno alla libertà sul palco piu istituzionale d’Italia. La mia speranza è che potesse scuotere gli animi degli insicuri e le certezze di chi é fermo sulle sue certezze, perchè è sempre fuori dalla “zona comfort” il posto in cui accadono i miracoli. Me ne frego é un inno alla liberta di essere cio che ci si sente di essere. Me ne frego, vado avanti, vivo, faccio: questo è il messaggio che ho voluto dare con la canzone, è questo e il senso vero della scelta dei personaggi che io, il mio coodirettore creativo Nicoló Cerioni e il mio manager&Responsabile progetto Angelo Calculli abbiamo pensato di portare sul palco dell’Ariston. Menefreghisti positivi, uomini e donne liberi da qualsiasi logica di potere personale. Un Santo che se ne è fregato della ricchezza e ha scelto la “libera” povertà, un cantante che se n’è fregato dei generi e delle classificazioni sessiste, una Marchesa che a dispetto del suo benessere ha scelto di vivere lei stessa come un’opera d’arte, diventando una mecenate fino a morire in povertà e una regina che ha scelto la morte, evitando di curarsi abdicando, pur di restare li a proteggere e vivere per il suo popolo. La condizione essenziale per essere umani è essere liberi.

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Achille Lauro, perché si chiama così?

Tanta ricerca e tanto clamore lo hanno portato ad adottare un nome d’arte alquanto insolito: Achille Lauro.

La scelta la spiega direttamente Lauro, lasciando probabilmente un po’ stupiti gli interlocutori.

Achille Lauro perché si chiama così?

Il nome del noto armatore, politico, e dirigente sportivo italiano, Achille Lauro appunto, deriva dal fatto che il suo nome di battesimo era simile a quello del famoso imprenditore di origine campana.

Niente di particolare quindi, se non una nota di semplicità. Quella che, spesse volte, il buon Lauro non ricerca nelle sue esibizioni.

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