Bambini e capricci: uno psicologico ci spiega come dobbiamo comportarci

Bambini e capricci, un argomento da sempre al centro del dibattito. Oggi vogliamo offrirvi un consiglio prezioso per l’educazione dei più piccoli.

Di tutti i sentimenti, la rabbia è la più complicata da padroneggiare.

Richiede autocontrollo ed è per questo che i bambini – ancora troppo piccoli per avere gli strumenti necessari – reagiscono con i capricci.

L’articolo di oggi rappresenta un aiuto per i genitori che a fatica gestiscono la rabbia e i capricci dei propri figli.

Bambini e capricci

La tecnica che vi illustriamo, utilizza una sola domanda per calmarli.

Pur trattandosi di un metodo molto efficace, ottiene i migliori risultati con i bambini non eccessivamente piccoli.

È piuttosto raccomanda dopo i 5 anni, poiché avremo bisogno che i bambini ragionino con noi.

Bambini e capricci: ma come dobbiamo comportarci?

La tecnica è semplice:
quando la collera scoppia e i bambini iniziano i capricci perché un giocattolo si è rotto oppure qualcosa non va secondo i loro desideri, guardiamoli negli occhi e con calma chiediamo:

Bambini che fanno i capricci

“È un grosso problema, un problema medio o un piccolo problema?”

Una domanda posta in questi termini, è estremamente importante per un bambino. Inizia a misurare l’importanza del problema e a cercare, insieme a noi, i modi per affrontarlo e risolverlo.

È questo uno strumento prezioso per la vita adulta.

Se il problema è piccolo, non sarà diffide capire che può essere risolto con un’azione molto semplice.

Ad esempio se i capricci riguardano un paio di pantaloni che non vuole indossare, il bambino può capire che si tratta di un problema molto piccolo, perché dovrà semplicemente andare nel suo armadio per trovarne un paio più bello.

Un bambina fa i capricci

Se il problema è medio, gli spiegheremo che può essere risolto, ma che ci vorrà del tempo.

Ad esempio, se i pantaloni sono sporchi e non può indossarli, lo aiuteremo a metterli nella cesta del bucato, in modo che possa usarli il giorno successivo.

In questo modo il bambino risolve il problema e impara ad aspettare il risultato.

Se il problema è grande, grande dal punto di vista di un bambino, non bisogna sminuirlo o minimizzarlo.

Gli va dato il giusto peso e l’aiuto necessario per comprendere che ci sono cose che non possiamo cambiare, o per lo meno, non immediatamente.

Un bambino che gioca

Dopo alcune settimane in cui rivolgeremo ai bambini questa domanda, vedremo che inizieranno a classificare facilmente i problemi e a risolvere da soli i più piccoli.

Sarà il momento di congratularci con loro per la crescente autonomia!

Naturalmente il successo di questa tecnica dipende da molti fattori.

Dal tipo di dialogo che abbiamo con i nostri figli, per esempio.

Potrebbe essere necessario obbligarli ancora a volte, per qualche errore di classificazione.

Primo piano ragazzina

Non demordiamo.
Il tempo e la pratica ci aiuteranno ad ottenere i risultati sperati.
È questa un’avventura di apprendimento reciproco.

Cosa ne pensate? Intendete provare questa tecnica con i vostri figli oppure con i vostri nipotini? Ricordatevi che quando un figlio è viziato la colpa è dei genitori!

Scriveteci le vostre opinioni e le vostre esperienze e non dimenticate di condividere questo articolo interessante con i vostri amici, lo apprezzeranno!

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