Bergamo. Folla nei vicoli alla Corsarola. Lo sfogo di Gori: “Centinaia di morti non sono bastati?”

Troppa gente domenica si è riversata per strada ignorando l'appello del sindaco Giorgio Gori

Anche a Bergamo la popolazione si è lasciata andare dopo la ripartenza post lockdown, come testimonia la folla nei vicoli alla Corsarola alias via Bartolomeo Colleoni.

Questo luogo per i bergamaschi identifica il passeggio preferito per chi va in Città Alta.

Le immagini di denuncia mostrano assembramenti in questa zona della città che hanno scatenato le polemiche sui social.

Troppa gente domenica si è riversata per strada, ignorando l’appello fatto dal sindaco Giorgio Gori che invitava ad evitare le “leggerezze durante il weekend”.

Ogni sua prescrizione sull’uso di mascherine e sul non andare a spasso con gli amici è stata disattesa.

Le immagini domenicali di Bergamo hanno immortalato una folla nei vicoli alla Corsarola, con alcune persone senza mascherina oppure abbassate.

Bergamo folla

La distanza di sicurezza è stata ignorata per le vie di città alta, la zona storica della città caratterizzata da strade strette.

A queste immagini di mancanza di rispetto per la sicurezza, fanno eco le critiche del resto della popolazione. In tanti hanno chiesto l’intervento dei vigili per i controlli e del sindaco per vigilare.

Lo sfogo di rabbia del sindaco di Bergamo dopo la folla nei vicoli alla Corsarola

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Così nella serata di domenica 17 maggio, il sindaco ha postato un messaggio sulla sua pagina Facebook per commentare la ripartenza. Nel suo messaggio ha ribadito di dover rispettare “obblighi e precauzioni”.

Domani è un giorno importante. Dopo una lunga chiusura riaprono i negozi, i bar e ristoranti: in questo video vi spiego con quali obblighi e precauzioni. Le tre parole chiave restano DISTANZE (almeno 1 metro), MASCHERINA (obbligatoria) e IGIENE. Ci sono regole da rispettare per tutti, in primo luogo per gli operatori commerciali e i ristoratori, ma il nostro senso responsabilità – di noi cittadini – sarà fondamentale. E non basta invocare i controlli: se anche avessimo il triplo degli agenti di Polizia Locale non potremmo essere dappertutto a controllare tutti. E comunque non li abbiamo. Li faremo i controlli, ma sta innanzitutto a noi. E mentre stamattina, dopo una passeggiata sui Colli, ero tornato a casa rinfrancato – non avevo incontrato una sola persona senza mascherina -, le immagini del pomeriggio, di Città Alta e di Largo Rezzara, mi hanno preoccupato e fatto arrabbiare. Non sono bastate centinaia morti nella nostra città? Vogliamo ritrovarci tra un mese di nuovo nei guai?! Ve lo chiedo di nuovo: per piacere, metteteci serietà, impegno e rigore.

Pubblicato da Giorgio Gori su Domenica 17 maggio 2020

Gori ha poi chiesto ai concittadini di fare attenzione alla distanza sociale, di indossare la mascherina che è obbligatoria, e di non trascurare l’igiene.

Nel suo appello ha chiamato in causa il senso di responsabilità di tutti i cittadini. Inoltre Gori si è soffermato sui controlli, sostenendo che non bastano gli agenti di Polizia Locale. Perché è difficile vigilare su tutti, quindi tocca ai cittadini essere rispettosi.

Il passaggio centrale del suo messaggio è quello in cui Gori condanna la folla nei vicoli alla Corsarola: 

“Le immagini del pomeriggio, di Città Alta e di Largo Rezzara, mi hanno preoccupato e fatto arrabbiare.

Non sono bastate centinaia morti nella nostra città? Vogliamo ritrovarci tra un mese di nuovo nei guai?! Ve lo chiedo di nuovo: per piacere, metteteci serietà, impegno e rigore”.

Con questo sfogo di rabbia, il sindaco di Bergamo deplora l’atteggiamento incurante della folla nei vicoli alla Corsarola.

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