Bonus Befana, l’idea del governo per contrastare l’evasione fiscale

Il governo sta pensando a come incentivare i pagamenti elettronici per mettere fine al gravoso problema dell'evasione fiscale

Nella nuova Legge di Bilancio si pensa di introdurre il Bonus Befana, ovvero degli incentivi da dare a coloro che eliminano il contante a favore dei pagamenti elettronici.

Non è una novità che l’attuale governo giallo-rosso stia studiando delle nuove tecniche per combattere l’evasione fiscale. Una delle misure portate avanti riguarda proprio gli incentivi per coloro che eliminano i pagamenti in contanti.

Bonus Befana e altro ancora: tutti i dettagli

Negli ultimi giorni sul tavolo di Palazzo Chigi e del Mef, si sente parlare di Bonus Befana, di carta unica e di cashback. Vediamo insieme di cosa di tratta e di tutti i dettagli finora disponibili.

Il Bonus Befana è sicuramente la misura che più interessa a tutti gli italiani. Come dice il nome stesso si tratta di un bonus da erogare ogni anno prima della Befana (ecco da dove viene il nome).

E’ rivolto a tutti coloro che effettuano i pagamenti con carte o bancomat, soprattutto per quanto riguarda i settori a più alto rischio evasione.

Attualmente si parla di restituire il 19% della spesa annua sostenuta a coloro che hanno superato una certa soglia tramite i pagamenti elettronici (circa 2500 euro). A inizio gennaio quindi ad ogni famiglia potrebbe entrare un rimborso di circa 475 euro.

pagare con bancomat

Carta unica e cashback

Si tratta degli altri due strumenti a cui il governo sta lavorando. Per quanto riguarda la prima, consiste in un’unica tessera che comprende patente, codice fiscale e carta d’identità, molto simile a quella già usata per il reddito di cittadinanza.

Una tessera utile anche come carta prepagata dedicata a chi non possiede un conto corrente e vuole usufruire dello strumento del cashback.

Il cashback è uno strumento che prevede il ritorno dell’Iva al consumatore. Il governo pensa di restituire l’Iva di un prodotto acquistato in un numero non ancora stabilito che va dal 2 al 4%.

Un esempio pratico: un cittadino acquista un paio di pantaloni al costo di 50 euro a cui deve aggiungere il 10% di Iva, per un totale quindi di 60 euro.

Nel momento in cui pagherà a lui non cambierà assolutamente nulla, ma se effettuerà il pagamento con carta o bancomat, il governo gli restituirà 2 euro trasformando l’aliquota dell’Iva all 8% invece che al 10%.

L’accredito dei due euro potrebbe essere previsto alla fine del mese o al massimo entro il mese successivo all’acquisto.

Il Governo ha anche pensato alla tutela dei commercianti: sono previsti degli abbassamenti o addirittura l’eliminazione delle commissioni sui pagamenti con i Pos, soprattutto per le transazioni più basse.

Leggi anche:

Loading...
Close
Close