Coronavirus. 90enne rifiuta il respiratore e muore. ”Datelo a un giovane”

Il gesto nobile e generoso di una donna che ha chiuso gli occhi alla vita per donare vita

Coronavirus. Non sono solo giorni di morte, sofferenza, paura, preoccupazione. Una 90enne rifiuta il respiratore e muore. Perché sceglie di cedere il suo posto a chi è più giovane di lei. Sono giorni di gesti nobili, di profonda umanità.

“Non voglio la respirazione artificiale, conservatela per i pazienti più giovani. Ho avuto una bella vita. Non piangete per me, avete fatto tutto il possibile”.

Queste le parole di Suzanne Hoylaerts , una donna di 90 anni, deceduta in Belgio qualche giorno fa a causa del Covid-19.

È stata la figlia Judith a raccontare la sua storia al “Het Lasste Nieuws” il giornale locale della piccola cittadina di Binkom, vicino a Lubbeek, dove la donna viveva.

Positiva al Coronavirus

90enne rifiuta il respiratore e muore: la storia di Suzanne

Suzanne era ricoverata da due settimane quando i tamponi cui era stata sottoposta avevano dato esito positivo. In seguito al peggioramento delle sue condizioni di salute, i medici avevano deciso di intubarla.

Ma Suzanne si era opposta. Con fermezza e serenità. “Ho già vissuto abbastanza, ho avuto una bella vita. Date il respiratore a qualcun altro”.

Una storia che ricorda quella di Don Giuseppe Berardelli, arciprete di Casnigo, che ha lasciato la possibilità di salvarsi a qualche paziente più giovane.

In mezzo a tante storie drammatiche, questa pandemia gobale sta dando al mondo intero dei germogli di autentica speranza.

Gesti nobili come quello di Suzanne, e prima ancora di Don Giuseppe sono la dimostrazione di qualcosa che sembrava scomparso dai radar della nostra quotidianità.

Valori come sacrificio, parole come altruismo, riemergono da questa tempesta come tenui ma significativi fari di speranza.

In un mondo che aveva coltivato quasi ossessivamente il primato di se stessi, del proprio vantaggio, del proprio tornaconto, queste storie drammatiche, ma al tempo stesso stupende, dovrebbero invitare ad una riflessione profonda.

Dimostrano anche come la presunta capacità dell’essere umano e della scienza di regolare e dirigere il senso della vita sia tenue come un soffio di vento.

Il Coronavirus ha completamente ribaltato la visione delle cose.

Ha fermato e rovesciato il mondo intero, ha messo a nudo tutte le nostre sicurezze, facendo emergere, qua e la, dei piccoli, ma significativi segnali di luce.

Anche quello della signora Suzanne è uno di questi.

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