Il Coronavirus colpisce anche le pensioni. Previsti tagli del 3% sugli assegni

Il dramma economico, oltre che sanitario, non risparmia le pensioni e le previsioni per il futuro restano preoccupanti

Alleggerita, anche se non ancora annullata, la paura della pandemia, si aggirano fosche ombre sull’economia italiana. Da più parti si sollevano ipotesi riguardo un possibile taglio delle pensioni del 3% che la crisi economica potrebbe provocare a fine anno.

“Se l’economia crolla e crolla il lavoro, il problema generale dell’equilibrio ce l’avrà il Paese prima e dopo l’Inps naturalmente”. È quanto afferma senza mezzi termini Guglielmo Loy, Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inps.

Un taglio delle pensioni del 3% è quello che ci attende?

Il Presidente del CIV spiega che al momento attuale non è in agenda, ma molto dipenderà dall’evoluzione futura che avrà l’economia italiana.

Le varie riforme del sistema pensionistico italiano, a partire dalla riforma Dini del 1995, hanno prodotto diversi sistemi di calcolo delle pensioni.

Coloro che alla fine del 1995 avevano almeno 18 anni di contributi rientrano nel sistema chiamato retributivo.

Quindi è arrivata la riforma Fornero che ha introdotto, a partire dal 2012, il sistema contributivo, misurando cioè l’importo della pensione su quanto effettivamente versato.

Taglio pensioni del 3%

Taglio delle pensioni del 3% a fine anno?

Il taglio delle pensioni del 3%, che da più parti viene sollevato, riguarda soprattutto il calcolo di rivalutazione delle pensioni stesse.

Cioè il modo con cui l’assegno di mantenimento viene calcolato sulla base dell’andamento del Pil ( Prodotto Interno Lordo).

Ovvio che, di fronte a scenari come quelli ipotizzati per il post pandemia, con contrazioni che vanno dal 6 al 8% del Pil, il taglio delle pensioni del 3% non è più uno spauracchio, ma una realtà purtroppo concreta.

Secondo il Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza se l’intervento dello Stato produrrà effetti immediati sull’economia, il taglio delle pensioni può dirsi scongiurato.

Ma se la macchina italiana non ricomincerà a marciare secondo certi parametri la sostenibilità dell’Inps non può mantenersi.

“Se l’economia crolla l’intervento dello Stato sulle pensioni diventa necessario”, prosegue Guglielmo Loy.

Ma, tutto questo, l’Europa lo consentirà?

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