Coronavirus, decreto sanzioni. Multe più severe per chi viola le norme

Approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto che stabilisce sanzioni più severe per chi trasgredisce le norme anti contagio

Coronavirus, decreto sanzioni approvato: multe più severe per chi viola le norme anti contagio. Se non fosse tragica la situazione che migliaia di persone stanno vivendo, sulle uscite ormai periodiche del Presidente del Consiglio ci sarebbe da discutere.

E nonostante questo più di una perplessità la suscitano comunque. Chiariamo subito, e bene, una cosa. Qualsiasi provvedimento volto a tentare di arginare questa pandemia è sacrosanto.

È doveroso mettere al primo posto la vita.

Ma, se questo è il percorso che occorre seguire, non è stabilendo una multa più alta che si risolvono le cose. Più di una voce infatti si era levata solo qualche giorno fa, dopo la terza uscita pubblica del Primo Ministro Giuseppe Conte.

In essa si doveva dare un ulteriore giro di vite agli spostamenti e alla mobilità delle persone, ma la lista delle attività definite essenziali, rimaneva alquanto estesa.

Coronavirus, Decreto del Governo

E così, fatta questa premessa, eccoci al Decreto Sanzioni.

Ne ha dato notizia lo stesso Premier, col tono sempre garbato, ma ancora una volta privo di quella autorevolezza che la situazione richiede.

“A livello sanzionatorio, è stato l’esordio di Conte, abbiamo introdotto una multa che può andare da 400 a 3000 euro. Ma qualora la violazione fosse compiuta con un veicolo la sanzione verrebbe aumentata fino a un terzo. Ovvero fino a 4mila euro.

Quindi alla contravvenzione ora prevista si sostituisce questa sanzione pecuniaria”.

Il cuore di questa nuova puntata televisiva e via social riguarda quindi le sanzioni.

Dimenticando, e lo diciamo col massimo del rispetto, che il virus non è certo facile da sanzionare se si trova nelle file chilometriche di persone in attesa di fare la spesa al supermercato.

Dal #iorestoincasa con tanto di happening sui balconi, siamo via via passati alla caccia di coloro che cercano di sgranchirsi le ossa con una passeggiata, lasciando però aperte centinaia di attività produttive.

Contraddizioni enormi che, purtroppo, rischiano di non incidere nella maniera dovuta sulla progressione dei contagi.

Così, se un Call center può continuare ad operare, un gestore di abbigliamento viene sanzionato con la chiusura di ulteriori 30 giorni se beccato a violare la chiusura decretata ormai 2 settimane fa.

L’altra misura sulla quale il Decreto Sanzioni si concentra riguarda infatti i negozi e le attività chiuse a partire dai primi di marzo.

Conte ha poi dichiarato che i vari Governatori di Regione potranno adottare misure più stringenti, sottolineando però che le competenze del Governo rimangono centrali.

A parte il tentativo di fare cassa, la montagna ha partorito ben poco.
E non è una soddisfazione constatarlo.

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