Coronavirus. Festa per i 18 anni in villa a Treviso, tra musica e amici

Una festa vietata si è svolta in una villa a Castelfranco Veneto, provincia di Treviso, malgrado i divieti imposti per il Coronavirus

Se una parte dei cittadini continua a rispettare i divieti anti Coronavirus, un’altra è pronta a violarli, come nel caso della festa vietata per i 18 anni, che si è svolta in una villa a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso. Una vicenda denunciata da Il Gazzettino.

La comitiva non è stata molto attenta, visto che qualcuno di loro ha postato una foto comparsa su Instagram, per mostrare a coloro che non erano presenti, come era andata la festa. Una disattenzione che è costata a tutti i partecipanti della festa.

Infatti si è avviata un’indagine. Per non aver rispettato le restrizioni, non solo la festeggiata e la sua famiglia, ma anche gli amici che si sono spostati in città senza un valido motivo, sono nei guai.

Una decina di ragazzi ha partecipato infatti sabato sera alla canonica festa dei 18 anni, malgrado le norme anti Coronavirus.

Con cena, musica e divertimenti di vario tipo in giardino. Il tutto si è svolto dimenticando le limitazioni imposte dalla pandemia.

Festa per i 18 anni

Festa per i 18 anni che non tiene conto delle misure restrittive anti Coronavirus

Inoltre i partecipanti alla festa, non si sono curati di mettere in atto le misure di protezione individuale.

Così si sono lasciati andare ai festeggiamenti senza indossare le mascherine ed i guanti, o mantenere le distanze.

A queste violazioni delle misure anti Coronavirus nel corso della festa per i 18 anni si deve aggiungere poi la creazione di assembramenti.

La festa privata e segreta che doveva rimanere tale, per un eccesso di esibizionismo social è finita per essere segnalata alle autorità competenti.

Ora è diventata di dominio pubblico attirando non solo critiche ma anche disappunto.

Non solo perché chi ha partecipato alla festa vietata per i 18 anni non ha mostrato rispetto per la situazione di emergenza, e per le vittime del Coronavirus. Ma anche perché si sono violate con facilità le prescrizioni in vigore.

Non si può poi non sottolineare il rischio a cui i partecipanti si sono esposti in prima persona.

A cui si somma un ulteriore rischio: portare presso i loro nuclei familiari un eventuale contagio.

Tali preoccupazioni sul rischio di diffusione del Coronavirus non hanno sfiorato chi ha dato il via libera alla festa per i 18 anni, e chi ha aderito.

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