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Coronavirus Usa. “Niente respiratori per i disabili. Si decide chi salvare”

Secondo il quotidiano l’Avvenire in diversi Stati verrebbe data priorità solo a determinati pazienti

Coronavirus Usa. La notizia sta correndo su tutte le agenzie, dopo che il quotidiano Avvenire ha lanciato l’allarme.

Dieci stati su 36 degli Stati Uniti, in previsione di una escalation dei contagi, che gli esperti hanno annunciato per le prossime settimane, hanno diramato dei comunicati con “criteri di selezione”.

In pratica chi può avere diritto ad una assistenza e l’accesso ad un respiratore, e chi, invece, sarà escluso.

Sembra un film di fantascienza, ma invece stiamo parlando della realtà.

Il “mondo sviluppato”, quello che ha conquistato la Luna, lascerà morire molti dei suoi cittadini per mancanza di strumenti necessari. Alla cura e all’intervento.

Coronavirus Usa: a chi verrà data priorità

Coronavirus Usa: a chi verrà data priorità?

“Nello Stato di Washington,  così come in quelli di New York, Alabama, Tennessee, Utah, Minnesota, Colorado e Oregon, i medici sono chiamati a valutare il livello di abilità fisica e intellettiva generale. Questo  prima di intervenire, o meno, per salvare una vita”.

Una criminale selezione della specie che, nemmeno nel mondo animale, avviene con la spietatezza con la quale il mondo evoluto mostra la sua spaventata incapacità a far fronte al Coronavirus.

Immediata la reazione di tutta una serie di Associazioni e Comitati che lavorano con persone anziane ed affette da disabilità.

“Le persone affette da disabilità sono terrorizzate dall’ipotesi che, qualora le risorse scarseggino, verranno messe in fondo alla fila”. Spiega così Ari Ne’eman, docente al Lurie Institute for Disability Policy dell’Università Brandeis, alle pagine di Avvenire.

Uno scenario agghiacciante, una squarcio di realtà che ricorda il naufragio, ad oltre un secolo di distanza, del Titanic.

Esseri umani, in questa occasione, non in crociera, ma persone anziane e disabili, la cui unica colpa è quella di vivere in una “civiltà” che mostra tutta la sua impotenza.

Ecco quindi che il protocollo che gli Stati Uniti hanno diramato, la “regola d’oro” recita così: “Si chiede a un paziente se, in caso di scarsità di strumenti salvavita, vuole avervi accesso o lasciare il posto a chi potrebbe avere più probabilità di sopravvivenza.

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