Covid, Vincenzo De Luca sferra un duro attacco contro il Governo: “Con questi personaggi sarebbe meglio mandare tutti a casa”

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca mette nel mirino delle sue invettive il Governo di Giuseppe Conte

Ancora una volta, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca non si perde in preamboli ed arriva dritto al suo bersaglio, che continua ad essere il Governo di Giuseppe Conte.

Durante una conferenza stampa in diretta su Facebook, Vincenzo De Luca ha fatto sentire la sua voce asserendo:

“Anziché andare allo sbaraglio sarebbe meglio avere un Governo di unità nazionale, di persone perbene, che non produca il caos che è stato prodotto in Italia. In queste condizioni meglio mandare a casa il Governo“.

Tra le righe è chiaro il bersaglio del suo duro attacco che resta il premier Giuseppe Conte.

Ma il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nella sua conferenza stampa si toglie altri sassolini dalle scarpe. Così ribadisce quello che pensa sull’esecutivo:

Fatti salvi 3-4 ministri, non è un Governo. Se bisogna stare al Governo con questi personaggi sarebbe meglio mandarlo a casa perché non è tollerabile, ho detto a qualche esponente del Pd.

Alcun rapporto di collaborazione con ministri come Spadafora che ha raccontato bestialità o con il signore (Luigi Di Maio, ndr) che ho sfidato ad un dibattito pubblico già anni fa e rinnovo l’invito in diretta tv sperando che non faccia il coniglio come ha fatto nei 3-4 anni precedenti”.

Vincenzo De Luca contro Governo a casa

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca attacca il Governo

Ma nel mirino di De Luca non c’è solo Conte ma anche qualcun’altro:

Di Maio era quello che ha criticato la nostra scelta degli ospedali modulari perché secondo lui si sprecava denaro pubblico, è uno degli esponenti di Governo che avrebbe dovuto impegnarsi per fare arrivare il personale medico.

Voleva continuare a tenere il commissario in Campania, così avremmo fatto la fine peggio della Calabria. E parla, parla”.

L’invettiva di De Luca contro Di Maio si conclude poi con il suo solito tono che combina insieme il sagace ed il sarcastico:

“Mi voglio fermare perché il solo nome di questo soggetto mi procura reazioni di istinto che vorrei controllare almeno per le prossime ore”.

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