Fase 2. Brescia, folla nella piazza della movida, il sindaco Del Bono: “Da oggi richiudo la sera”

Già fa preoccupare la movida nel primo venerdì dopo la riapertura delle attività

Un altro caso di assembramenti ha sollevato critiche e preoccupazioni dopo l’avvio della Fase 2, questa volta a Brescia dove si è riversata venerdì sera una folla nella piazza della movida.

Malgrado il numero spaventoso di morti che la provincia lombarda ha registrato a causa del Coronavirus, si è dimostrato un certo oblio. Come se la pandemia fosse un lontano ricordo ed il rischio fosse superato.

Altre immagini di cittadini in strada sono state diffuse sul web e dai media a denunciare la presenza di troppa gente.

Anche a Brescia la folla è tornata a rivedersi nella piazza della movida con le riaperture della Fase 2.

Così si sono dimenticate le distanze di sicurezza e le mascherine, che molti tengono abbassate sotto il mento.

Già fa preoccupare la movida nel primo venerdì dopo la riapertura delle attività.

 

In particolare, la gente è tornata a popolare Piazzale Arnaldo, il centro più frequentato della città.

Una situazione che ha portato la Polizia locale ad intervenire poco prima di mezzanotte per impedire gli ingressi.

Brescia, folla nella piazza della movida nel primo venerdì dopo la riapertura della Fase 2

Non si è fatta attendere la reazione del sindaco di Brescia, Emilio Del Bono che ha avvertito la popolazione:

“Oggi firmerò ordinanza di chiusura serale di Piazza Arnaldo per questo fine settimana. Troppe persone, assembramenti, nonostante la presenza significativa di Polizia locale. Quindi è bene dare un segnale chiaro.

In settimana si definirà con gestori dei locali e con l’ausilio della Questura la gestione della Piazza e delle vie limitrofe durante la sera”.

I moniti in questo momento delicato sembrano cadere nel vuoto, mentre prevale la voglia di tornare alla normalità.

Come segnalano gli episodi di assembramenti in strada nella Fase 2, tra cui quello di Brescia, con la folla nella piazza della movida.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ed il capo della polizia, Franco Gabrielli, avevano qualche giorno fa invitato i questori ad assicurare

“il rispetto del divieto di assembramenti e di aggregazioni di persone e l’osservanza delle misure del distanziamento sociale”.

La faccenda è seria e soggetta a sanzioni. Sia i baristi che i cittadini possono essere multati. Le multe vanno da 400 euro fino a  3.000.

In più, i titolari possono rischiare la sospensione della licenza. Si spera di non vedere più assembramenti nella Fase 2, come quelli di Brescia, Milano, Bergamo.

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