Morte George Floyd, Trump portato nel bunker della Casa Bianca

La residenza del Presidente degli Stati Uniti diventa il bersaglio delle proteste in seguito alla morte di George Floyd e gli agenti del Secret service portano Trump e la sua famiglia al sicuro nel bunker sotterraneo

Non accennano a placarsi le dimostrazioni, spesso estremamente violente, esplose in seguito alla morte di George Floyd. Così, in via precauzionale, le luci della residenza presidenziale sono state spente e il Presidente Trump portato nel bunker della Casa Bianca dagli uomini della sua scorta personale.

Il suo nome è PEOC (President Emergency Operations Center), ed è uno spazio costruito ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Al bunker della Casa Bianca vi si accede attraverso un tunnel ed è stato realizzato in modo che possa resistere anche ad un attacco non convenzionale.

È dotato di sale riunioni ed é attrezzato con scorte in grado di gestire un’emergenza anche per un lungo periodo.

Durante i tragici fatti del 11 settembre l’allora amministrazione Bush lamentò una insufficiente dotazione di apparati di comunicazione. E così il bunker della Casa Bianca è stato reso poi estremamente efficiente ed operativo.

In seguito anche Obama ha voluto metterci le mani, autorizzando la spesa di 375 milioni di dollari per migliorarlo con nuove strutture.

Nonostante foto ed immagini apparse anche in queste ore sui giornali di tutto il mondo, il bunker della Casa Bianca rimane coperto da riservatezza. Si ipotizza però, che possa essere strutturato su più livelli.

Evidentemente gli uomini della sicurezza del Presidente hanno valutato come molto seria la situazione che si è venuta a creare nella città americane dopo la morte di Floyd.

Tramp nel bunker dopo morte George Floyd

Trump portato nel bunker della Casa Bianca

Prendere la decisione di spostare Trump e la famiglia nel bunker della Casa Bianca testimonia del livello molto alto di allarme cui è giunta l’intelligence americana.

In effetti le violenze scatenatesi dopo la tragica vicenda del 46enne afroamericano stanno mettendo a ferro e fuoco diverse città degli States.

Le parole che sino ad oggi Trump ha utilizzato sulla vicenda sono state benzina sul fuoco. E probabilmente anche per questo è scaturita la decisione di accompagnare il Presidente nel bunker.

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