Teramo. Un’intera famiglia stroncata dal Covid, nel giro di 10 giorni muoiono padre, madre e figlio

Arriva da Campli, in provincia di Teramo, una pagina triste di cronaca nera: un’intera famiglia viene stroncata dal Covid in soli 10 giorni.

Nel corso di questa seconda ondata di contagi Coronavirus, la virulenza dell’agente virale non si placa, il numero dei malati e dei decessi ha raggiunto cifre spaventose.

L’Italia si è conquistata così un triste primato nel corso di questa seconda ondata Covid: quello del Paese con più morti in Europa.

In provincia di Teramo, il Covid ha falciato via un’intera famiglia in meno di due settimane.

Infatti, in soli 10 giorni si sono registrati i decessi di tutti i componenti di un nucleo familiare: padre, madre e figlio.

famiglia viene stroncata dal Covid

Un’intera famiglia stroncata dal Covid in provincia di Teramo

Lo scorso 8 dicembre è morto per primo il capofamiglia Giovanni Malaspina di 82 anni; a distanza di pochi giorni è deceduta a causa del Covid la moglie. La signora Italia Di Pietro, di 79 anni, è morta il 13 dicembre.

Anche il figlio dell’anziana coppia è morto dopo aver contratto il Covid. Tiberio Malaspina di 56 anni, lavorava presso l’Agenzia delle Entrate.

L’uomo dopo il divorzio era tornato a vivere con i suoi genitori, per questo anche lui è stato colpito dal Covid-19.

Il figlio dell’anziana coppia di Campli era ricoverato da giorni nel reparto di terapia intensiva per pazienti Covid presso l’ospedale Mazzini di Teramo, dove è morto il 19 dicembre.

Tutti gli abitanti di Campli dopo aver appreso la notizia del decesso dell’intera famiglia Malaspina sono rimasti profondamente toccati.

Una vicenda spiacevole, che ha portato il sindaco della cittadina di Campli, Federico Agostinelli a rilasciare delle dichiarazioni pubbliche:

“Una storia straziante quella di questa famiglia che ha vissuto la perdita di padre, madre e figlio nel giro di pochi giorni.

Il dolore purtroppo è condiviso con tanti cittadini che hanno dovuto dare l’ultimo saluto a un loro caro, spesso senza poterlo nemmeno fare direttamente, costretti in isolamento domiciliare”.

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