L’abitudine alla lettura è ciò che ci rende più umani – L’affermazione è scientifica

Tra le cose che ci rendono più umani, c’è l’abitudine alla lettura e ad affermarlo non siamo noi, ma un team di scienziati!

“Il sospetto”, chiamiamolo così, era nell’aria, ma da quando anche la scienza lo ha confermato, anche i dubbi dei più incalliti critici sembrano spariti.

Di cosa stiamo parlando? Semplicemente del fatto che la lettura di romanzi rende le persone migliori, più empatiche, più umane.

Ritorna alla mente la celebre battuta di Gabriel Garcia Marquez, quando disse :
” La narrativa è nata quel giorno che Giona è tornato a casa è ha raccontato alla moglie di aver fatto tardi perché era stato inghiottito da una balena”!

La potenza di romanzo, ce l’ha insegnata Marquez e tanti altri come lui.

È quella storia un po’ fantastica e un po’ reale, quella proiezione della fantasia e della mente che sa incrociare il cammino di gente comune, che si fa concreta quando coglie sguardi e sofferenze e poi ritorna un passo più in là, al limite dell’utopia come il padre di Macondo ci ha narrato.

Leggere fa bene, e questo invito non riguarda solo coloro che non sanno ancora quale sarà il titolo del loro prossimo romanzo, ma anche coloro che sentono il desiderio di capire un po’ più a fondo questo mondo non sempre semplice, o anche chi necessita di una piccola spinta per iniziare a farlo.

Per ognuno di questi tre casi, abbiamo buone notizie: per la scienza, è diventato sempre più chiaro come coloro che leggono letteratura e romanzi di finzione, sviluppino il dono dell’empatia più di altri.

Verso la metà del secolo scorso, è emersa la teoria della mente, descritta dalla rivista Science come “la capacità umana di comprendere che le altre persone hanno credenze e desideri e che possono essere diversi dalle proprie credenze e desideri”.

In sostanza il mondo non è come tanti vogliono vederlo: uguale, uniforme, piatto. Al contrario.

La stessa rivista nel 2013 pubblicò uno studio sui lettori abituali di romanzi, le cui conclusioni, testate anche attraverso esercizi di Mind Theory portavano a risultati sempre più consolidati.

Cioè che chi legge riesce ad avere non solo un’apertura mentale maggiore rispetto a chi non lo fa, ma riesce a capire meglio il prossimo, riesce a percepire, pur non conoscendoli a fondo, idee, valori, anche quando differenti e distanti dai propri.

Nel luglio scorso, un’altra ricerca sull’empatia e la lettura ha esaminato quanto sia potente questa relazione.

Tra i partecipanti, alcuni sono stati invitati a leggere la fiaba Saffron Dreams, dell’autrice pakistana Shaila Abdullah, mentre altri sono stati informati solo su come la storia si è svolta.

Quindi stati tutti esposti a fotografie accattivanti – di diverse persone – e incoraggiati a riassumere quello che ciascuno dei fotografati stava pensando e sentendo.

Coloro che avevano letto il racconto, mostravano capacità e spunti nettamente più marcati rispetto a chi aveva una vaga idea della trama, ma non vi si era immerso in prima persona.

Al di là di ciò che esamina la scienza, seppur incoraggiante, non vi è dubbio che leggere romanzi sia di grande stimolo per chiunque.

Un invito che, soprattutto oggi, tra vite tecnologiche e iper-attive, ci può consegnare una maggiore capacità di guardare e capire il mondo con occhi diversi.

” Una buona storia abbacina sempre più di un frammento di verità.”
(Diane Setterfield)
Lo pensiamo anche noi.

E voi amate leggere?
Proponete qualche buon romanzo nei commenti!

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