Luca Parmitano: “Nello spazio sapevo del Coronavirus già da novembre”, ma poi si corregge

Dopo i dubbi sollevati dalle sue parole, di recente l'ufficiale dell'Aeronautica Militare è intervenuto sui social per fare una correzione

Alcune esternazioni di Luca Parmitano, l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea, hanno accesso alcuni dubbi.

Nel corso di due interviste ad aprile con differenti trasmissioni televisive italiane, l’astronauta ha ammesso che nella stazione orbitante sapevano del Coronavirus già da novembre.

Una dichiarazione che ha sollevato vari dubbi. Così di recente l’ufficiale dell’Aeronautica Militare, con 25 anni di servizio e sei missioni spaziali alle spalle, è intervenuto sui social per fare una correzione. Luca Parmitano ha scritto in un tweet diffuso dall’Esa:

“È stato un lapsus. Errare è umano, e mi spiace molto vedere che in questo caso il mio lapsus sia stato strumentalizzato”.

La sua rettifica riguarda le dichiarazioni in merito al fatto che il suo equipaggio era al corrente dell’inizio della pandemia già a novembre.

Si sono incriminate le parole dell’astronauta, che ha ribadito che sulla stazione hanno seguito quello che stava succedendo sulla Terra, già da novembre. Anche se le autorità cinesi hanno lanciato l’allarme Coronavirus a gennaio.

Per giustificare le sue parole si ipotizza che forse il colonnello Luca Parmitano sapesse della pandemia grazie alle informazioni dell’intelligence americana.

 

Coronavirus Luca Parmitano

Luca Parmitano si giustifica per il lapsus

Nel giustificarsi per l’errore relativo alla tempistica della pandemia, l’astronauta fa appello a tre diverse ragioni. Per prima cosa sostiene che a bordo della Iss non si usa il calendario, ma il Coordinated Universal Time (Utc).

L’anno inizia con il giorno 1 e finisce con il giorno 365, si può confondere un mese con un altro.

In secondo luogo Luca Parmitano sostiene che alla fine della missione con l’equipaggio si discuteva di varie crisi in corso sulla Terra. Quindi ha fatto confusione tra le diverse conversazioni. A bordo, si è appreso del Coronavirus insieme al resto del mondo.

L’astronauta ha ribadito che tutto è verificabile. Perché le comunicazioni tra Terra e bordo sono soggette al Freedom Of Information Act, che registra tutto.

Infine l’astronauta smentisce che fosse al corrente del contagio, segnalando che le operazioni di rientro della Spedizione 61 sono state svolte senza alcuna precauzione.

Invece quando la pandemia è esplosa, l’equipaggio rientrato dalla Spedizione 62 andò in quarantena. Il tweet di Luca Parmitano si conclude:

“Mi scuso, con umiltà, per l’errore e per le conseguenze (del tutto inaspettate): me ne assumo ogni responsabilità”. 

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