Pamela Prati si scaglia contro Barbata D’Urso: “Sfrutta le persone”, accusa

Dopo una serie di frecciatine, parte l’attacco vero e proprio

È partita a testa bassa Pamela Prati , come poi è nel suo stile, per rispondere alle accuse lanciatele velatamente da Barbara D’Urso.

Che tra le due non corra buon sangue non é certo una novità, e a testimoniarlo sono le polemiche scoppiate a giugno scorso quando la D’Urso accusò la regina del Bagaglino di chiedere compensi troppo alti.

Oggi la polemica nasce da un’intervista che la conduttrice di Mediaset ha concesso a Verissimo.

“Prima no e adesso ti fa comodo?”,  ha ironicamente domandato Barbara , riferendosi alla presunta scritta e logo di Live presente sulle locandine della Prati.

In sostanza Barbara D’Urso accusa la Prati di utilizzare riferimenti del programma Live Non è la d’Urso, così tanto disprezzato dalla showgirl sarda.

Pamela Prati si scaglia contro Barbara D’Urso

La risposta della Prati non si è di certo fatta attendere

“Non ho mai fatto alcuna serata utilizzando il logo di Live Non è la d’Urso” replica puntuale Pamela.

“È vero che hanno fatto per una mia partecipazione una locandina, di recente, che riportava un generico logo Live” incalza ancora la showgirl, “ma proprio perché non portava il mio assenso ho chiesto di ritirarla” .

Poi, sempre dal suo profilo Instagram, Pamela continua :

“È per me ridicolo sentir dire da un programma, in persona da chi lo conduce, che ha vissuto per mesi usando il mio nome, che ora io userei il loro nome! “

Insomma un continuo botta e risposta nel quale dove stia la verità e dove il presunto torto è tutto da verificare.

Non paga però di aver rintuzzato l’accusa della D’Urso,  Pamela Prati nel finale tira un colpo da ko, andando direttamente a parlare del programma tanto discusso.

“Per me è offensivo essere associata a un programma che sfrutta le persone e le situazioni. Che non fa le dovute verifiche e che, anche a verifiche fatte, dà delle cose la visione più economicamente utilitaristica per loro, seppur falsa”, conclude la Prati.

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