Pasquale Mario Bacco: “Il Covid è come l’Hiv. Non ci sarà mai il vaccino”

Il dottor Bacco con il suo team di colleghi ha scoperto diversi dati sul Coronavirus

Il medico legale Pasquale Mario Bacco, insieme ad un team di tredici colleghi, da tempo studia il virus in un laboratorio a Bari. Dalle loro indagini è emerso che il Coronavirus circola in Italia da ottobre scorso.

Nel corso dello studio, il team di medici ha esaminato un campione di 7038 persone sane e senza sintomi, tutti dipendenti di aziende. Su questi soggetti si sono svolti dei test sierologici a partire dal 25 febbraio.

Così è emerso che oltre il 30% della popolazione italiana era entrata in contatto con il Covid-19 sviluppando gli anticorpi. Di questi 2.365 soggetti, in 1.779 erano presenti le IgG: le immunoglobuline G datate. Ossia gli anticorpi al Covid-19.

Pasquale Mario Bacco sottolinea che queste persone erano entrate in contatto con il virus almeno tre mesi prima.

Si trattava di soggetti asintomatici. Il team ha concluso che quasi il 90% degli infetti del campione non ha manifestato nessuno sintomo. Il medico ribadisce che gli anticorpi non sono a vita, per questo è impossibile, trovare un vaccino.

 

Pasquale Mario Bacco

Le dichiarazioni di Pasquale Mario Bacco

In questo il Covid è come l’Hiv. Sono virus che mutano. Può essere che la popolazione verrà chiamata a sottoporsi al vaccino a giugno, ma quello stesso vaccino ad ottobre non servirà più.

Io ho visto in laboratorio come muta questo virus, è quasi come l’Hiv, quindi il vaccino non ci sarà mai. L’unica cosa che ci salverà, se il virus dovesse diventare più aggressivo, è un farmaco specifico.

Oggi i soggetti siero-positivi hanno un’aspettativa di vita uguale a un soggetto sano, grazie a un farmaco.

Conducono una vita normalissima solo che devono prendere una, o due o tre, ma di solito una pillola al giorno perché hanno un retrovirale che va nel sangue e questo aiuta. E la stessa cosa sarà per il Covid”.

Secondo le previsioni di Pasquale Mario Bacco per debellare il virus si dovrà scoprire un farmaco specifico. Per ora si possono seguire tre approcci.

Una prima soluzione è l’idrossiclorochina usata per la malaria. In attesa del farmaco ufficiale suggerisce il Tocilizumab, il farmaco anti-artrite. Inoltre segnala la terapia con il plasma utile se il virus diventerà più aggressivo.

In ambito scientifico non si è dato credito allo studio di Pasquale Mario Bacco e dei suoi colleghi. Queste le sue esternazioni un merito:

“Accettare il nostro studio significa negare tutto quello che è stato detto fino ad ora“.

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