Poliziotta eroe sospesa a causa di un tatuaggio che aveva rimosso quasi del tutto. “Pago per la mia onestà”

L’agente di polizia Arianna Virgolino è stata sospesa dal servizio per un tatuaggio che aveva quasi completamente cancellato con diverse sedute laser. Dopo aver sventato una rissa si è vista richiedere pistola, manette e distintivo

In un Paese dove coraggio, correttezza ed onestà sembrano essere dettagli trascurabili, una poliziotta eroe viene sospesa per un tatuaggio che aveva ormai quasi completamente rimosso.

È quello che è accaduto ad Arianna Virgolino di Casalpusterlengo, 31enne ed ex agente di Polizia a Lodi. Ex dopo la sospensione dal servizio a causa di un tatuaggio che la donna aveva sul polso e che grazie alle costosissime sedute laser, era ormai sparito quasi del tutto.

Come molti di voi sapranno il regolamento delle Forze dell’Ordine vieta i tatuaggi su parti del corpo che non possono essere coperte dalla divisa.

L’ex poliziotta a 18 anni si era fatta tatuare un cuore e proprio perché a conoscenza del regolamento, aveva iniziato le sedute per rimuoverlo prima di entrare in polizia. 

Quando Arianna Virgolino si era presentata alle preselezioni il tatuaggio era ancora parzialmente visibile e nonostante venne per questo respinta, la donna non si arrese.

Dopo aver fatto quindi ricorso al Tar, entrò a far parte del Corpo di Polizia di Lodi.

La storia della poliziotta eroe

In servizio la poliziotta si è messa sempre in evidenza con il suo comportamento ineccepibile e in alcuni casi, eroico. Fino ad arrivare alla notte in cui a Casalpusterlengo, sventa una rissa che rischiava di degenerare in malo modo.

“Io e i colleghi eravamo fuori servizio a bere: da una lite fra due ecuadoregni scoppiò l’inferno conlatinosche si sfidavano a bottigliate. Li contenemmo a mani nude fino all’arrivo dei rinforzi”

racconta l’ex poliziotta. Un mese dopo il suo coraggio viene addirittura premiato dal prefetto Marcello Cardona, ma quello stesso giorno Arianna riceve una notizia inaspettata.

Poliziotta eroe sospesa per un tatuaggio
Arianna Virgolino

Il Consiglio di Stato, IV sezione, ribalta la decisione del Tar che aveva consentito alla donna di entrare in Polizia e la sospende dal servizio.

“Ho consegnato il distintivo con la morte nel cuore. Amo questa divisa. Per pagare i legali ho venduto l’auto”, rivela al Corriere la poliziotta e prosegue:

“Vado avanti, non cerco nessuna forma di risarcimento, voglio solo poter tornare a servire il mio Paese”.

La storia di Arianna Virgolino, poliziotta esemplare, ci pare paradossale se consideriamo in quanti indossano immeritatamente una divisa. In molti sono ancora scossi per la vicenda accaduta a George Floyd  una vicenda molto amara e viva nella nostra memoria.

Gli agenti di valore vanno premiati e non puniti per un banale tatuaggio che, ribadiamo, la donna aveva quasi del tutto rimosso.

A sostenere la poliziotta eroe sospesa c’è il marito ispettore di Polizia, la stima dei colleghi e altri 3 agenti che per lo stesso motivo stanno combattendo per essere riammessi al servizio.

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