Positivo al Coronavirus fuggito dall’ospedale di Bergamo

Un uomo positivo al Coronavirus è fuggito dall'ospedale San Giovanni Bianco di Bergamo, è caccia all'uomo, si temono nuovi contagi

Un uomo positivo al Coronavirus è fuggito nella notte tra il 19 e il 20 marzo dall’ospedale San Giovanni Bianco di Bergamo. Dopo la morte del padre, a causa del Covid-19, anche l’uomo ha scoperto di essere stato contagiato. Ma dopo aver appreso di essere positivo al Coronavirus è fuggito, attivando una vera e propria caccia all’uomo.

Infatti in questa situazione critica per la provincia di Bergamo è importante arginare i contagi in crescita ad un ritmo rapido. Dopo l’allarme scattato intorno alle 4 di notte, si sono mobilitate le forze dell’ordine che stanno cercando il positivo al Coronavirus fuggito. In particolare, le ricerche si sono concentrate nella Val Brembana, zona di origine del fuggitivo.

Per rintracciare l’uomo, che ha deciso di scappare dopo aver saputo della morte del padre, deceduto per Covid19, si sono mobilitati: i carabinieri, i vigili del fuoco, il soccorso alpino. La priorità è ritrovarlo il prima possibile, per evitare il rischio di avviare una catena di contagi più preoccupante nella Val Brembana.

Non si tratta del solo caso di fuga da un ospedale nella Lombardia. Già ad inizio marzo, un 72enne era scappato dall’ospedale Sant’Anna di Como facendo ritorno a casa in taxi.

Positivo al Coronavirus fuggito e situazione critica nella provincia di Bergamo

Positivo al Coronavirus fuggito

Il caso del soggetto positivo al Coronavirus fuggito incide in modo negativo nello scenario critico della città lombarda, che ha un triste primato. Infatti la provincia bergamasca conta un elevato numero di morti e di contagi in queste settimane. Per fronteggiare la grave emergenza è intervenuto l’esercito, che ha dovuto trasportare le salme dei deceduti in altre regioni.

Quindi è fondamentale rintracciare il positivo al Coronavirus fuggito per non aggravare il numero dei contagi nella provincia di Bergamo. La cui situazione è la più critica a livello nazionale.

In base ai dati dell’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, sono quasi 5 mila i positivi accertati. Ma il bollettino potrebbe essere più nefasto se si aggiungono i casi sommersi, ossia i decessi in casa non segnalati. Intanto negli ospedali della provincia di Bergamo vi è una grande urgenza per la carenza di medici e di infermieri per far fronte al numero alto di pazienti.

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