Un ristoratore si rivolta e avvia la sua iniziativa: “Stacco il Pos per protesta contro il Governo che ci sta strozzando con le tasse”

Paolo Bianchini, presidente nazionale di MIO Italia, il Movimento Imprese Ospitalità che aderisce a Federturismo Confindustria, ha attuato una protesta contro il Governo, così il ristoratore ha avviato la sua iniziativa di dissenso.

Al grido dello slogan: “Da oggi non accettiamo carte di credito per protesta verso un Governo che sta strozzando con le tasse le nostre imprese” ha deciso di fare qualcosa con lo scopo di ottenere una risposta.

Paolo Bianchini ha dato vita alla sua protesta contro il Governo che da mesi promettere aiuti agli imprenditori senza concretizzarli.

La sua iniziativa è partita dopo l’annuncio del cashback che è stato incriminato da tanti come un ennesimo regalo fatto alle banche.

Per sbloccare una situazione ormai diventata insostenibile, il ristoratore ha deciso di lanciare la sua iniziativa, invitando ad aderire a tale protesta contro il Governo altri imprenditori.

La sua contestazione consiste nel lasciare spenti gli strumenti per il pagamento elettronico, infatti ha invitato a spegnere i Pos per accettare solo contanti come pagamento da parte dei clienti.

Il ristoratore protesta contro il Governo

Il ristoratore protesta contro il Governo

Paolo Bianchini ha annunciato così l’iniziativa da lui promossa:

“Da oggi parte la nostra protesta simbolica per cercare di recuperare qualche decina di euro risparmiando sulle commissioni dei Pos.

I nostri clienti hanno accolto la proposta di pagare soltanto in contanti, con regolare emissione dello scontrino fiscale, e quindi le macchinette per i pagamenti elettronici saranno spente. Solo moneta reale”.

Il ristoratore ha quindi chiesto ai suoi colleghi di aderire alla protesta, ringraziandoli per il sostegno.

Con questa forma di contestazione vuole denunciare una situazione economica non più tollerabile per tanti imprenditori, che si trovano a dover affrontare sempre più spese e costi in un periodo critico, dove il fatturato si è ridotto drasticamente.

Il ristoratore nel suo grido di protesta contro il Governo ha criticato gli aiuti economici promessi affermando:

“Elemosine di Stato, con interi comparti della filiera scoperti dall’erogazione di quelli che sono indennizzi e non ristori, e per questo vanno chiamati con il loro vero nome”.

Secondo Bianchini le imprese non ricevono gli indennizzi promessi ma solo degli insulti, ecco perché ha deciso di avviare una protesta civile organizzata, per far prendere maggiore coscienza su cosa sta davvero accadendo.

La sua speranza è quella che nel prossimo anno si possano evitare nuovi disastri e difficoltà sul fronte economico ad opera dell’esecutivo.

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