Roberto Benigni provoca Salvini. “Chi vuole può votare anche al citofono”

Chissà perché se lo aspettavano in tanti. E le aspettative non sono state deluse. Ospite d’eccezione della terza serata della kermesse canora, Roberto Benigni provoca Salvini.

L’attesissimo monologo, fatto passare per inedito dal comico stesso come una novità, e costato alle casse di Mamma Rai 300 mila euro, in realtà cosi nuovo non sembra!

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Andiamo però con ordine, per tentare di capire come si fa a guadagnare circa 6700 euro al minuto in una normale serata di febbraio!

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Come in altre occasioni Benigni progetta un ingresso spettacolare, ed anche quest’anno entra all’Ariston accompagnato dalla banda “Canta e sciusci” di Sanremo.

Per scaldare il pubblico di questo Sanremo 2020 Benigni ingrana subito la quarta, e cosa fare di meglio se non prendere di mira Matteo Salvini?

Roberto Benigni provoca Salvini con il chiaro riferimento all’episodio del citofono

A Sanremo 2020 Roberto Benigni provoca Salvini

“Quest’anno è cambiato il sistema di voto, si può anche citofonare e dire: qui c’è gente che canta?”, ha esordito il comico e attore di Manciano.

Poi, sempre sorridente come al solito, annuncia che nella serata delle cover canterà la canzone più bella del mondo.

“È la canzone più bella mai scritta nella storia dell’umanità, 2400 anni fa, altro che “settantesimo”. E non è mai stata cantata in televisione”, continua Benigni parlando de Il Cantico dei Cantici.

In realtà il buon Benigni, reso già celebre dall’interpretazione di Pinocchio, una dimenticanza deve averla avuta anche lui nella terza serata sanremese!

Perchè nel 2006, come ricorda più di un quotidiano oggi in edicola, su Sat200, emittente all’epoca del digitale terrestre e passata in chiaro al canale 818 di Sky, venne presentata una puntata dedicata proprio al celebre Cantico di tradizione ebraica.

Interpretato da chi? Proprio da Roberto Benigni, anche se il nostro sembra averlo dimenticato!

Un bel riciclo da 300 mila euro a Sanremo 2020 quindi!

Senza dimenticare che l’esegesi cristiana differisce un po’ dall’interpretazione originale, meno propensa ad esaltarne l’amore materiale e più attenta a sublimare questo sentimento come momento di verità.

Ma questo, se Pinocchio-Benigni non lo sa, forse è meno importante!

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