Tiberio Timperi, grande dolore per il figlio Daniele: “I giudici sempre a favore delle mamme”

È uno dei volti più amati e seguiti dal pubblico femminile quello di Tiberio Timperi. Il giornalista e conduttore raccoglie sempre un grande successo con i suoi modi eleganti e garbati e il suo sguardo magnetico.

Tiberio Timperi, classe 1964, alla soglia dei 57 anni confida in una lunga intervista i suoi pensieri e, anche, il suo grande dolore. Benché molto seguito anche sui social Timperi non ama che la sua vita privata venga messa sotto i riflettori, e di questo il giornalista/conduttore ne ha parlato nell’intervista. Del suo matrimonio finito molto presto, e dal quale è nato il figlio Daniele che oggi ha 16 anni.

Proprio sulla famiglia il giornalista si è soffermato nella lunga intervista, manifestando anche il suo dolore. Dalla perdita di entrambi i genitori molto presto, e della necessità di trovare punti stabili.

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Tiberio Timperi parla del figlio Daniele

Parlando della madre Tiberio Timperi racconta :

“L’ho persa nel 1990 ed è una di quelle esperienze che ti segnano. Quando perdi entrambi i genitori e sei figlio unico, non hai più punti di riferimento e ti rendi conto che dopo tocca a te e va anche bene così perché è una cosa contronatura che un genitore debba piangere un figlio.”

Il giornalista passa poi a raccontare la sua esperienza di genitore, e la difficoltà ad essere vicino al figlio dopo la separazione. Del suo rapporto con Daniele, Tiberio Timperi dice :

“In certi momenti ho cercato di fare il genitore spazzaneve per evitargli delle brutte esperienze. Quando tu risolvi un problema a tuo figlio, lo risolvi in quel momento, ma forse non gli dai una mano perché poi, nella vita, non ci sarai sempre tu vicino e quindi è giusto che i figli sbaglino”.

Da genitore separato Tiberio Timperi ha però dovuto confrontarsi con la realtà della sua condizione. E, con un pizzico di polemica dice : “Siccome le donne sono state per secoli poco considerate, oggi per sanare un debito sono ipergarantite, così si va oltre il diritto e si arriva al privilegio. Questo è un orientamento recepito da una certa giurisprudenza e magistratura, molto diffuso.”

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Secondo il giornalista la figura paterna è solo considerata a livello finanziario, e questo nuoce al genitore, ma anche ai figli.

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