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Il dramma di Valentina Pitzalis: “Sono sopravvissuta. Mi hanno fatto sentire in colpa. Ma non ho perso il sorriso”, rivela la 27enne sfigurata dall’ex marito

Valentina Pitzalis ospite a Verissimo ha raccontato i momenti più critici del suo calvario

Valentina Pitzalis, ospite a Verissimo, nel corso della puntata dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne, ha raccontato il suo calvario.

Nel corso dell’intervista, la 27enne ha parlato dell’aggressione dell’ex marito che l’ha sfigurata causandole inoltre l’amputazione della mano sinistra. Ma ha spiegato anche come è tornata ad avere voglia di vivere.

Dopo un lungo cammino la Valentina Pitzalis ha deciso di tornare a sorridere alla vita e di farsi portavoce delle donne vittime di abusi e violenze.

A Verissimo, Valentina Pitzalis ha portato la sua testimonianza di donna vittima di violenze da parte di un marito violento e possessivo.

La donna aveva sposato Manuel Piredda nel 2006, ma l’uomo aveva una forte dipendenza da psicofarmaci.

Nel 2010 Valentina lo aveva lasciato, ma poi quel terribile giorno dell’aprile del 2011 Piredda l’ha attratta a casa sua con una scusa.

Così la donna è stata aggredita dal suo carnefice che le ha dato fuoco, gettandole addosso liquido infiammabile. Piredda muore soffocato dal fumo mentre lei rimane sfigurata.

Il dramma di Valentina Pitzalis

I momenti drammatici dell’aggressione da parte del marito

Nel suo racconto la Pitzalis ha rivelato:

“Una violenza atroce, una modalità davvero tra le più crudeli da parte della persona che diceva di amarti.

Inutile dire quanto è difficile sopravvivere, guardarsi allo specchio e non riconoscersi. Ma la cosa che mi fa più male è stato perdere anche l’autosufficienza”.

Da giovane indipendente che a soli 18 anni era partita per lavorare in Germania e poi in Veneto, a 27 anni si è ritrovata annullata da un rapporto malato in cui subiva violenza psicologica.

Come Valentina Pitzalis ha spiegato in modo deciso: “Dal momento in cui ho firmato quel foglio, il documento del matrimonio, lì sono diventata una sua proprietà.

Ho sbagliato tanto anche io. Io capivo che c’era qualcosa che non andava ma dicevo che era una gelosia morbosa”.

La donna ha spiegato che ha cercato di aiutare il marito affinché si curasse, ma lui si è rifiutato.

Parlando poi del suo calvario ha confessato che si è addirittura sentita in colpa di essere sopravvissuta. Valentina Pitzalis ha confidato:

Mi è stata fatta una colpa di essere sopravvissuta, la mia colpa più grande è stata raccontare quello che mi è accaduto, di scrivere un libro, invece di chiudermi in casa. Mi hanno fatto sentire sbagliata“.

Raccontando i momenti drammatici dell’aggressione ha confessato:

“Non trovo parole per descrivere il male, speravo di morire perché faceva troppo male, ma non ho mai perso i sensi.

Per fortuna i vicini mi hanno sentito, hanno chiamato i soccorsi che sono arrivati dopo 20 minuti.

Ho bruciato per 20 minuti. Io ero lì, respiravo la mia essenza, chiamavo Manuel per chiedergli di finire la sua opera”.

A Verissimo Valentina Pitzalis fa un appello

A Verissimo Valentina Pitzalis fa un appello

Dopo 6 lunghi mesi presso il Centro Ustioni dell’ospedale di Sassari, la donna racconta cosa ha provato:

 “Ho perso tante cose, ma sono sopravvissuta, non ho perso il sorriso. Sono stata fortunata, ci sono tante persone che non ce la fanno”.

Un percorso difficile nel corso del quale Valentina Pitzalis ha pensato più volte che sarebbe stato meglio morire.

Ma grazie al sostegno dei genitori e di sua sorella, Valentina Pitzalis ha recuperato forse e fiducia che le hanno permesso di non chiudersi a casa.

Dopo essere sopravvissuta ha deciso di non provare rancore ed odio. La donna ha confidato infatti di aver perdonato Manuel:

“Per me lui ha pagato con la sua stessa vita cosa ha fatto. Io ho smesso di provare rancore e odio, sarei stata mangiata dentro.

Non ho perdonato il gesto, la persona sì, anche lui è stato vittima di se stesso, è crollato nelle sue fragilità”.

Durante la sua intervista a Silvia Toffanin ha affrontato anche l’argomento delle accuse della famiglia di Piredda.

Nel corso del processo Valentina Pitzalis ha subito una campagna d’odio e diffamazione da parte dei genitori dell’ex marito. I quali hanno cercato di riaprire più volte l’inchiesta.

Così si è trovata indagata per omicidio colposo ed istigazione al suicidio. Ma ha ribadito di aver sempre avuto fiducia nella giustizia.

Al termine della sua lunga intervista a Verissimo, Valentina Pitzalis ha fatto un appello perché non può pagare le spese legali che ammontano a 98mila euro.

Così ha chiesto di donare a Fare x Bene Onlus, che ha attivato una campagna Aiutiamole che la sostiene come vittima delle violenze.

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