Coronavirus. Boris Johnson si aggrava. Attaccato al ventilatore polmonare

Il premier britannico, Boris Johnson, è stato ricoverato per i sintomi persistenti da Coronavirus, sarebbe attaccato al ventilatore polmonare

Il premier britannico, Boris Johnson, da quanto riferito da Downing Street, è stato ricoverato in ospedale per i sintomi persistenti del Coronavirus. Così su consiglio del suo medico, il primo ministro inglese nella notte è giunto in ospedale. Per sottoporsi a delle analisi.

Si fa sapere che si tratta di una misura precauzionale. Perché Boris Johnson continua ad avere un quadro di sintomi da Coronavirus, a distanza di una decina di giorni dal risultato positivo del tampone. Infatti il premier britannico, 55 anni, si trovava in quarantena presso la sua residenza di Downing St. dopo la diagnosi del contagio che risale al 26 marzo.

Secondo alcune indiscrezioni, Boris Johnson avrebbe bisogno addirittura del ventilatore polmonare. Lo sostiene Ria Novosti che ha citato due fonti del sistema sanitario nazionale (Nhs).

Il ricorso alla ventilazione polmonare richiede che il paziente sia intubato. È una procedura invasiva che si esegue inserendo una sonda attraverso il naso o la bocca fino alla trachea. Così è possibile far passare l’aria dall’esterno verso i polmoni. Inoltre il condotto si collega ad un respiratore automatico che sposta l’aria nei polmoni con cadenza ritmata. Mentre la fase di espirazione è passiva e si basa sul ritorno elastico del tessuto polmonare.

Boris Johnson si aggrava

Dopo il discorso alla nazione della Regina in emergenza Coronavirus, Boris Johnson viene ricoverato

La notizia del ricovero di Boris Johnson per Coronavirus è arrivato nelle ore successive allo storico discorso della Regina Elisabetta II. Che nel corso della serata del 5 aprile si è rivolta alla nazione. Questa la conclusione del discorso.

“Vinceremo e il nostro successo sarà merito di tutti noi. Dovremo trovare consolazione sul fatto che anche se ancora la strada è lunga, arriveranno giorni migliori. Ci incontreremo ancora. Per il momento, voglio mandare la mia gratitudine a tutti voi”.

È cambiata la strategia anche nel Regno Unito. Se prima Boris Johnson aveva intenzione di promuovere l’immunità di gregge senza contenere il Coronavirus. Oggi il popolo inglese deve rispettare delle misure restrittive per tutelarsi. Per l’emergenza da Coronavirus, anche nel Regno Unito si fanno preoccupati i numeri dei contagi. Che sarebbero circa 48mila, con quasi 5mila morti. Tra i contagiati non solo Boris Johnson ma anche il Principe Carlo, ora guarito.

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