Coronavirus. Paziente guarito con il farmaco sperimentale Remdesivir

Le dichiarazioni del primario della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, Professor Matteo Bassetti, regalano una nuova speranza in uno scenario drammatico

Coronavirus. Primo paziente guarito con il farmaco sperimentale Remdesivir. Un annuncio importante, che getta uno spiraglio di luce nei giorni bui che il nostro Paese sta attraversando.

Come in un labirinto, che rimanda sempre verso punti già percorsi, anche il tam tam di un primo successo in questa guerra contro il Coronavirus  può avere effetti a cascata.

La notizia, in questo caso, arriva dal Policlinico San Martino di Genova ed è il primario stesso, Professor Matteo Bassetti, a comunicarla:

“Abbiamo il primo vero guarito trattato con il farmaco sperimentale Remdesivir”, afferma con soddisfazione il medico.

La soddisfazione è ancora maggiore se pensiamo che il paziente trattato con questo farmaco sperimentale ha 79 anni.

Tra quelli, per intenderci, definiti più a rischio, come riportano i bollettini giornalieri delle persone che, purtroppo, non ce la fanno.

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Coronavirus. Primo paziente guarito con il farmaco sperimentale Remdesivir

“Tornerà presto nella sua casa in Lombardia e questo ci ha fatto abbastanza esultare: il farmaco sembra funzionare. Abbiamo altri pazienti in trattamento”, prosegue il Professor Bassetti.

Nicola Magrini, direttore generale del Aifa (Agenzia italiana del farmaco) dal canto suo conferma che sul Remdesivir ci sono molte speranze sulla sua efficacia.

“I dati preliminari sono promettenti, dichiara Magrini, ci sono segnali di miglioramenti in alcuni pazienti e in altri no.

Lo sforzo è di poter dimostrare quante vite salviamo, chi ne giova maggiormente. Il farmaco è già stato usato da diverse centinaia di pazienti ed è già stato messo ampiamente a disposizione in maniera gratuita dalla ditta produttrice”.

In questa vera e propria lotta quotidiana, nella quale le strutture ospedaliere sono gli avamposti di questa maledetta guerra al Coronavirus, Magrini conferma che la sperimentazione si concentra su due tipologie di pazienti.

Nel primo si verifica il modo in cui il farmaco riesce a ridurre la mortalità, su pazienti già trattati, mentre nel secondo viene monitorata la sua efficacia nella gestione delle emergenze.

Non si può che augurare la miglior fortuna anche per questo versante, quello dei farmaci più efficaci atti a debellare il Coronavirus.

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