Fattura per la cremazione inviata alle famiglie delle vittime del Coronavirus

Le fatture sono state recapitate alle famiglie di Bergamo che non hanno potuto salutare e seppellire i propri cari

Coronavirus. Qual è il prezzo della vergogna? Quello della fattura per la cremazione che è stata recapitata alle famiglie delle vittime del Covid-19 di Bergamo. 

Che la storia delle Istituzioni italiane abbiano conosciuto, in altre occasioni, la pagina della vergogna è, purtroppo, cosa nota. Il cliché si è ripetuto in questi giorni quando ai familiari dei defunti da Coronavirus, impossibilitati ad avere un degno funerale, è arrivata la fattura da parte dello Stato.

“Non c’è davvero limite alla vergogna”, tuona il senatore della Lega Roberto Calderoli.

Le famiglie di Bergamo che non hanno potuto salutare e seppellire i propri cari nelle tragiche settimane di massimo picco, adesso si stanno vendendo recapitare le fatture per la cremazione e per il trasporto delle salme fuori Regione.

Fattura per la cremazione recapitata alle famiglie di Bergamo

Le immagini dei camion militari che lasciavano le città della Lombardia verso altre destinazioni, rimarranno impresse nella mente di tutti. Ora, per quei viaggi, lo Stato italiano batte cassa nei confronti delle famiglie.

Su questa imbarazzante quanto indecente vicenda è intervenuta anche la Deputata di Italia Viva, Maria Chiara Gadda.

“Il Governo e la Regione Lombardia facciano subito luce e diano spiegazioni su quanto rivelato dal Tg1. I cittadini di Bergamo che hanno visto i propri cari deceduti portati in altre città per la cremazione hanno ricevuto a casa le spese di cremazione e di trasporto, con tanto di fattura.”

Ben 777 euro. È questo il costo della vergogna. Lo è per tutti coloro che, a emergenza ancora attiva, si sono visti recapitare la fattura per la cremazione di un proprio caro.

Ascoltando il dolore ancora vivo e bruciante delle testimonianze di quanti hanno assistito silenziosi alla partenza dei veicoli militari, la rabbia sale ancora più prepotente.

“Ogni volta che penso a quella tassa”, dice la giovane Cristina in un’intervista rilasciata alla Rai, “penso al viaggio che ha fatto il mio papà. Quindi penso che forse anche io avrei voluto fare quel viaggio con la cassa da morto di mio padre”.

Ed ecco che la fattura per la cremazione non lascia solo l’amaro in bocca. Per un popolo che troppe volte ha chinato silenzioso la testa, forse questo è il momento di rialzarla.

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